La Metodologia

La Globalità dei Linguaggi è una disciplina della comunicazione e dell’espressione che abbraccia tutti i linguaggi (sentire, gustare, odorare, muoversi, agire, tracciare, etc) e ha finalità di ricerca, educazione, animazione e terapia.

La metodologia si prefigge lo scopo dello sviluppo della personalità del bambino, in una graduale presa di coscienza di sé, dei propri bisogni e mezzi espressivi. Ciascuno di noi infatti, se adeguatamente stimolato e “aggradato”, riesce ad esprimersi e a simboleggiare il proprio vissuto interiore.

Attraverso la GdL viene ricostruita l’esperienza umana che è stata registrata nella pelle, nella vita intrauterina e, mediante il vissuto del proprio nascere, è possibile ritrovare e riappropriarsi della propria coscienza e identità.

La proposta pedagogica mette in primo piano i valori umani di ciascun bambino in un approccio interdisciplinare del vissuto corporeo globale, in cui il movimento, la voce, il tono muscolare, l’uso delle dita, del corpo nel fare favoriscono il rapporto con la realtà e quindi “l’acquisizione del proprio schema corporeo”, “dell’orientamento spazio-temporale”, “dell’interiorizzazione dell’essenza delle forme”, e, infine, “della crescita delle persone”.

Credere nei potenziali degli esseri umani, in particolare nei bambini, soggetti in cui si manifestano di per sé con maggiore immediatezza ed evidenza, perché meno condizionati da culture o da interessi individuali, consente nell’ambito scolastico di accettare incondizionatamente la diversità dell’altro.

Sviluppare il tema dell’integrazione come crescita, compimento della persona e del gruppo comporta senso di appartenenza, convivenza di tutti in condizioni di parità, condivisione.
La GdL ha tra i suoi obiettivi fondamentali la formazione di tutti a svolgere il ruolo di accomodamento di ogni persona nel grembo sociale, sviluppando le competenze primarie di cura di cui tutti siamo dotati in natura.

Valorizzare le competenze comuni innate o acquisite, per contrastare le tendenze dominanti a svalutarle e reprimerle.
Educare alla libertà, all’autodeterminazione, al permesso di essere se stessi, di accettarsi come si è, all’accettazione incondizionata dell’altro.

L’oggetto specifico della disciplina è, precisamente la comunicazione e l’espressione degli e tra gli esseri umani. Con tutti i linguaggi, significa apertura e disponibilità a tutte le possibilità comunicative ed espressive, verbali o non verbali, senza alcuna esclusione. Significa un positivo interesse, studio, uso e pratica di quanti più possibili mezzi, linguaggi, strumenti, a cominciare da quelli più fondamentali, comuni ed efficaci per la comunicazione umana, in particolare i linguaggi del corpo.

Tra le proposte metodologiche sottolineiamo:

Temi della Corporeità:

  • Incontro e contatto le metamorfosi (attività di pasticciamento e invischiamento)
  • Attività di contenimento le carezze sfumate melodicamente (Avvolgimento, ritmi dondolanti, stimoli propriocettivi sul tono muscolare)
  • Attività di ascolto interno e esterno le memorie del corpo (respirazione e corpo come strumento sonoro, ombelico sonoro, gioco del tamburo magico)
  • Narrazione di favole psico-corporee e drammatizzazione di miti, fiabe, racconti e temi.
  • Giochi psicosensomotori, di manipolazione e pedipolazione con tutte le materie;
  • Giochi simbolici e percorsi interdisciplinari.

Metodologia e Strumenti:

Tutte le attività si svolgono all’interno delle aule, in uno spazio circoscritto, dove si predispone il materiale in modo che i bambini possano avvicinarsi tranquillamente senza costrizione di nessun tipo.
Nel gioco sensoriale, ad esempio nella manipolazione delle farine, l’attività si presenta su un tappeto plastificato con due vasche all’interno delle quali vi è il tipo di farina scelto.

A disposizione dei bambini mettiamo diversi oggetti come bicchieri di formato variabile, imbuti, barattoli, etc. ossia quelli che consentono di riempire, travasare, vuotare, ponendo anche la condizione di poter osservare e sperimentare alcune proprietà quale la quantità , il peso… Si vogliono coinvolgere non solo il tatto, ma anche la vista e la sensibilità epidermica di più parti del corpo.

Durante questo gioco, il bambino sperimenta sensazioni tattili come il liscio e il ruvido, come l’impalpabilità di certi materiali, nel momento in cui sfuggono dalle mani, per la loro leggerezza o pesantezza, come poi sia piacevole affondare completamente le mani nella farina per farle riemergere imbrattate e piene di questo materiale. Manipolare la farina permette al bambino un sempre maggiore coordinamento dei movimenti, in particolare l’affinarsi di quelli della mano.

L’educatore ha un ruolo di osservatore e limita il suo intervento, lasciando il più possibile il bambino libero di agire.
Le proposte vengono effettuate in una modalità ludica, trasmettendo gioia di vivere, ottimismo fondato sulla fede nei potenziali umani, valorizzazione anche estetica di tutte le diversità, compiacimento della crescita comune nell’integrazione. Portare la gioia nel mondo della scuola è una rivoluzione che la GdL mette in pratica.